Pigato

Pigato is the grape in which we invest most thought and energy. It is a Vermentino biotype that has developed original characteristics over time in Western Liguria.

The villages of Ranzo and Ortovero, together with the Albenga area, are the places in the Arroscia Valley where this grape has historically been most popular and where the younger vines produce savoury, exuberant wines which display characteristic aromas of peach and aromatic herbs.

With time and experience we have come to understand how the older vines, cultivated on some terraces made of limestone marl and ferrous clay, are capable of producing complex and elegant wines.

Here, Pigato succeeds surprisingly well in ageing for many years in the bottle, developing balsamic and mineral notes of particular finesse.

THE OLD VINTAGES

Negli anni abbiamo tenuto traccia del clima e di come questo abbia impattato sulla produzione dei nostri vini, e in particolare sul Pigato.

Leggi i nostri report qui di seguito o scarica i pdf.

2017

L’annata 2017 nei nostri vigneti e’ stata decisamente estrema.

Le gelate di aprile ci hanno per fortuna risparmiato. Abbiamo avuto un grande freddo, eccezionale per il periodo nel ponente ligure, ma le temperature non sono scese sotto lo zero.

La tarda primavera e’ stata estremamente siccitosa, la fioritura e l’allegagione dei grappoli sono state minori rispetto al 2016. La pressione delle malattie fungine della vite è stata bassa, la Peronospora assente.

Nel corso dell’estate la mancanza d’acqua, unitamente alle temperature elevate, hanno condizionato la quantita’ di uva, che si presentava in vendemmia sana, concentrata ma con acini decisamente piu’ piccoli. Abbiamo anticipato la vendemmia per preservare il corredo acido ed aromatico delle uve, iniziando la raccolta del Pigato il 22 agosto, record assoluto in azienda e nel territorio.

In agosto il vero problema sono stati gli animali selvatici: abbiamo avuto attacchi continui da parte di cinghiali e tassi, disperati per la mancanza totale di acqua e cibo nei boschi. Hanno fatto incursioni nei nostri vigneti vicino alla macchia depredando e danneggiando l’uva nonostante la difesa con pastori elettrici a basso voltaggio e reti fisse. Per noi era angosciante osservare che i boschi erano privi di acqua e umidità e gli animali disorientati per il cambiamento climatico.

Il calo nella produzione dei vini bianche e’ stato del 25% circa, e del 35% per i rossi.

L’annata 2018 è stata per noi molto soddisfacente anche se complessa, soprattutto per la prevenzione delle malattie fungine della vite, Peronospora in primis. La gestione di tutti i nostri vigneti in biologico, con un’agricoltura di precisione e pratiche agronomiche indirizzate all’equilibrio del suolo e delle piante, ci ha permesso di avere uve sane, pura espressione del territorio.

I mesi invernali sono stati miti con precipitazioni abbastanza consistenti.

Da notare che le temperature non sono quasi mai scese sotto lo 0°.

A gennaio la temperatura media era 10,3°. A marzo si sono registrati ben 17 giorni di pioggia con accumuli importanti, assolutamente in controtendenza rispetto all’annata 2017. Le piogge, insieme a qualche temporale anche grandinigeno, hanno poi caratterizzato i mesi di aprile e maggio con ben 14 giorni di precipitazioni, creando forte preoccupazione per la pressione della peronospora sulla fioritura della vite.

Grazie ad un accurato lavoro in vigneto non ci sono stati attacchi di malattie fungine degni di nota. La fioritura e l’allegagione sono state molto abbondanti, decisamente superiori a quelle delle annate più recenti. Abbiamo avuto giugno e luglio caldi con temporali di forte intensità e pressione delle malattie della vite costantemente alta. Sino a metà luglio sono stati effettuati trattamenti mirati di rame e zolfo.

L’estate decisamente calda (26,8° la temperatura media in agosto) con picchi di calore elevati e umidità bassa ha protetto l’uva da oidio e peronospora, accelerando però i tempi di maturazione e di accumulo di zuccheri.

Le piante giovani con le radici più superficiali sono state influenzate maggiormente dal caldo e vendemmiate a cominciare dal 30 agosto. Un settembre con buone escursioni termiche tra il giorno e la notte ha portato a maturazione in modo ottimale le uve delle piante più vecchie in alta collina.

La produzione di uva Pigato è stata molto buona, decisamente superiore a quella del 2017 (+20%), la quantità di uva rossa è rimasta invariata. La messa a dimora di recinzioni nei vigneti ha permesso di contrastare in modo efficace gli attacchi dei cinghiali.

L’annata 2018 è stata per noi molto soddisfacente anche se complessa, soprattutto per la prevenzione delle malattie fungine della vite, Peronospora in primis. La gestione di tutti i nostri vigneti in biologico, con un’agricoltura di precisione e pratiche agronomiche indirizzate all’equilibrio del suolo e delle piante, ci ha permesso di avere uve sane, pura espressione del territorio.

I mesi invernali sono stati miti con precipitazioni abbastanza consistenti.

Da notare che le temperature non sono quasi mai scese sotto lo 0°.

A gennaio la temperatura media era 10,3°. A marzo si sono registrati ben 17 giorni di pioggia con accumuli importanti, assolutamente in controtendenza rispetto all’annata 2017. Le piogge, insieme a qualche temporale anche grandinigeno, hanno poi caratterizzato i mesi di aprile e maggio con ben 14 giorni di precipitazioni, creando forte preoccupazione per la pressione della peronospora sulla fioritura della vite.

Grazie ad un accurato lavoro in vigneto non ci sono stati attacchi di malattie fungine degni di nota. La fioritura e l’allegagione sono state molto abbondanti, decisamente superiori a quelle delle annate più recenti. Abbiamo avuto giugno e luglio caldi con temporali di forte intensità e pressione delle malattie della vite costantemente alta. Sino a metà luglio sono stati effettuati trattamenti mirati di rame e zolfo.

L’estate decisamente calda (26,8° la temperatura media in agosto) con picchi di calore elevati e umidità bassa ha protetto l’uva da oidio e peronospora, accelerando però i tempi di maturazione e di accumulo di zuccheri.

Le piante giovani con le radici più superficiali sono state influenzate maggiormente dal caldo e vendemmiate a cominciare dal 30 agosto. Un settembre con buone escursioni termiche tra il giorno e la notte ha portato a maturazione in modo ottimale le uve delle piante più vecchie in alta collina.

La produzione di uva Pigato è stata molto buona, decisamente superiore a quella del 2017 (+20%), la quantità di uva rossa è rimasta invariata. La messa a dimora di recinzioni nei vigneti ha permesso di contrastare in modo efficace gli attacchi dei cinghiali.