I nostri vigneti

Coltiviamo circa 7,5 ettari di vigneto e pochi ulivi sui classici terrazzamenti liguri con muretti in pietra tra le colline e i boschi di macchia mediterranea di Ortovero, Pogli e Ranzo, area storica di elezione dell’uva Pigato, biotipo di Vermentino che nel Ponente Ligure ha sviluppato caratteristiche originali, non riproducibili altrove, tanto da essere considerato una varietà a sé stante.

ORTOVERO

Otto piccole vigne differenti, otto “mandilli” (fazzoletti) di terra tra orti, ulivi e arbusti della macchia mediterranea. Terreni di origine pliocenica, composti in maggioranza da marne argillose profonde e arenarie fini. La presenza di ciotoli provenienti dal disfacimento di roccia sedimentaria clastica assicura alla terra un buon drenaggio. A Ortovero coltiviamo il Pigato ma anche Rossese e Granaccia, qui le uve sono quasi sempre le prime a maturare grazie al microclima influenzato dalla vicinanza del mare. I vini che ne derivano sono sapidi ed esuberanti.

POGLI - GARAXIN

In alto sulla collina sopra il paese di Pogli, interamente incastonati nei boschi, le piante di vite sono coltivate su terrazzamenti protetti da muri di pietra chiamati “Majè” in dialetto. Il contesto è selvaggio, ricco di biodiversità, la presenza del lupo oramai è stabile.
Microclima fortemente influenzato dal bosco circostante che aiuta a mitigare di notte il calore accumulato durante il giorno.
La ventilazione è costante con brezze marine alternate a quelle notturne provenienti dalle vicine montagne.
Il suolo è composto da argille azzurre di Ortovero: depositi marini ricchi di micro e macro fauna fossile costituiti prevalentemente da marne argillose di colore grigio azzurro con presenza di affioramenti di roccia marina e sasso.
L’origine marina del terreno si manifesta oltre che per i numerosi ritrovamenti di conchiglie fossili anche nella capacità di plasmare vini “verticali”, con Ph basso e acidità viva. Negli anni evolvono con estrema finezza ed eleganza.

RANZO

Due appezzamenti distinti impiantati con viti di Pigato, alcune molto vecchie oltre i 50 anni, il primo sulla destra orografica del torrente Arroscia, qui il suolo è poco compatto con predominanza di sabbia e limo che dona al vino profumi intensi e prontezza di beva. L’altro è ubicato sul fianco della collina delle Russeghine (nome dialettale per definire la terra rossa) dall’altra parte del torrente, in alto sopra l’abitato di Borgo di Ranzo con esposizione Sud. Il vigneto è censito nei registri comunali dalla fine del 1700 e, a quel tempo, era proprietà del Vescovo di Albenga. Proprio con le uve di questo ampio terrazzamento mio papà Riccardo nel 1972 ha deciso di imbottigliare ed etichettare il suo primo Pigato. Oggi, dopo altre 50 vendemmie, è ancora il nostro vino del cuore. Il terreno è composto da argille rosse ricche di ossidi di ferro e manganese ed è sempre stato considerata dai contadini del paese come il migliore per la vite.

Da queste uve si ottiene un Pigato di grande personalità, complesso e strutturato ha un potenziale di invecchiamento molto interessante.